Per la realizzazione di questi manufatti è necessario che il falegname si trasformi in ebanista, che da artigiano passi ad artista.

La figura dell’ebanista nasce nel Rinascimento, quando i mobili, fino ad allora di linea semplice e regolare, cominciano a seguire i dettami del nuovo stile e a incorporare sculture in legno con pannelli intarsiati e impiallacciati.

Nel corso dei secoli quest’arte si è andata affinando e con il Barocco, ma soprattutto con il Rococò, si giunse ad applicazioni di inserti in metallo e pietre dure. Fu così che i mobili diventarono veri capolavori, tutt’ora ricercati dai collezionisti per la loro bellezza.

Oggi l’ebanista si identifica spesso con l’artigiano-falegname capace di produrre pezzi unici, di grande pregio e qualità, che possono essere inseriti in arredamenti personalizzati in base ai gusti del cliente e alla competenza dell’architetto progettista.